Reumatologia

VISITA

REUMATOLOGICA

un passaggio fondamentale per la prevenzione,
la diagnosi e la cura delle

MALATTIE REUMATICHE

COS’È LA REUMATOLOGIA

La reumatologia si occupa delle malattie reumatiche o reumatismi, disturbi dell’apparato locomotore, spesso estesi al tessuto connettivo di cui sono costituiti i tessuti di sostegno, nutrizione o difesa di organi ed apparati.
Il termine deriva dal greco  “Reuma” (“scorrere”), utilizzato da Ippocrate per spiegare come alcune malattie potessero derivare dallo scorrimento e dall’accumulo di umori cattivi nelle sedi articolari. 

Reumatologia

Le malattie reumatiche sono causate da processi degenerativi (es. ARTROSI), infiammatori e autoimmunitari (es. ARTRITE REUMATOIDE), infettivi (es. ARTRITI REATTIVE ed ARTRITI SETTICHE), dismetabolici (es. OSTEOPOROSI ) ed altri ancora. Una predisposizione genetica è riconosciuta per ARTRITE PSORIASICA e SPONDILITE ANCHILOSANTE . 

La localizzazione a tutti i tessuti connettivi individua le “Connettiviti”, tra cui le principali sono LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO o LES, POLIMIOSITE/DERMATOMIOSITE, SCLERODERMIA e POLIARTERITE NODOSA. 

Un ruolo determinante viene dall’ autoimmunità, condizione nella quale strutture normali dell’organismo, non più riconosciute dal sistema immunitario, sono attaccate da quest’ultimo attraverso sostanze (autoanticorpi) o cellule specializzate che, direttamente o indirettamente, arrecano gravi danni alle strutture stesse. 

Le cause scatenanti sono spesso sconosciute o difficili da individuare. 

Molte malattie reumatiche hanno rilevante importanza medico-sociale per la vasta diffusione e il potenziale di disabilità ed impatto sociale, lavorativo ed economico. Compito del reumatologo è l’identificazione precoce della malattia reumatica, la diagnosi differenziale e la cura ed il trattamento specifici per ogni singola patologia.

Visita Remautologica: la DIAGNOSI

Si effettua con esami strumentali ed ematici e l’esame del liquido sinoviale. Tra i primi:

  • Radiografia
  • Risonanza Magnetica Nucleare
  • TAC
  • Scintigrafia ossea total body
  • densitometria.

Particolarmente utile ed efficace l’Ecografia muscolo-scheletrica, effettuata al letto del paziente e in ambulatorio, aggiunge informazioni essenziali alla clinica del paziente reumatico. 

Gli esami di laboratorio sono fondamentali per la diagnosi, fornendo a volte una diagnosi di quasi certezza.

I principali sono Emocromo, VES, PCR, Fattore Reumatoide, anticorpi anticitrullina, autoanticorpi, profilo proteico, C3, C4, ICC, immunoglobuline, esami di funzionalità renale epatica e tiroidea, indici di miolisi, uricemia, esame urine. 

Un esame spesso discriminante è l’analisi del liquido sinoviale, che permette di valutare l’aspetto fisico del liquido articolare  ma anche la presenza di leucociti e cristalli di urato o pirofosfato di calcio, quindi consente una diagnosi differenziale tra due forme di artropatia da cristalli che hanno andamento clinico e terapia differenti. 

Terapia Infiltrativa per la cura di disturbi reumatici

La terapia infiltrativa viene utilizzata per trattare sedi periarticolari (tendini e guaine sinoviali, borse sierose, nervi, periostio, fasce e fibre muscolari, legamenti e capsule articolari esterne) e intra-articolari (articolazioni, cartilagini articolari, menischi, legamenti interni, osso subcondrale). Essendo così numerosi i bersagli di questa terapia, si può intuire quanto siano varie e numerose le indicazioni al suo utilizzo, in campo reumatologico, traumatologico, ortopedico, neurologico. I farmaci utilizzati per queste infiltrazioni sono principalmente gli anestetici locali, i cortisonici, gli acidi jaluronici e i fattori di crescita piastrinica (PDGF), sebbene siano utilizzabili altre sostanze come bisfosfonati, omeopatici, ossigeno-ozono e cellule mesenchimali.

Terapie per malattie Reumatologiche

Le terapie sono diverse: la terapia farmacologica si avvale dell’uso di cortisonici, antiinfiammatori (cosiddetti “FANS”), farmaci immunosoppressori ed i più recenti farmaci “biologici”, anticorpi monoclonali diretti contro specifiche molecole responsabili della autoimmunita’. Nelle localizzazioni articolari è a volte necessario associare la terapia infiltrativa, cioè l’iniezione intraarticolare o periarticolare di corticosteroidi o acido ialuronico, solitamente effettuati sotto guida ecografica.

Tra le terapie fisiche, le principali sono:

  • fangoterapia
  • balneoterapia (piscina calda o tiepida)
  • laserterapia
  • magnetoterapia
  • tecarterapia
  • fisiochinesiterapia.

Nei casi non curati adeguatamante le deformità articolari causate da danni articolari irreversibili rendono necessario l’uso di ausili di supporto per lo svolgimento delle normali attività quotidiane (ad es., posate modificate, ausili per sanitari o tutori articolari specifici).

FATTORI PIASTRINICI DI CRESCITA (PDGF)

Il nostro organismo possiede la capacità di riparare praticamente ogni tipo di lesione dell’apparato muscolo-scheletrico, attraverso un complesso sistema di reazioni chimiche che portano, attraverso il fenomeno della flogosi (infiammazione), alla liberazione di molecole che consentono la riparazione di tendini, legamenti, muscoli o cartilagine. Queste sostanze, note come “grow factors” o fattori di crescita, determinano la proliferazione di cellule immature presenti nella sede di lesione (le cellule staminali), determinando la loro trasformazione in cellule altamente specializzate che portano ad una risposta rigenerativa. 

Questi fattori di crescita sono contenuti, tra le altre, in cellule altamente specializzate del nostro sangue, le piastrine, che possono essere prelevate con un campione di sangue dal paziente stesso e facilmente isolate, per poi essere iniettate direttamente sotto guida ecografica nella sede di lesione muscolare, tendinea, legamentosa o cartilaginea.  

Allo stato attuale le indicazioni a questo trattamento, a causa della scarsità di adeguati studi in letteratura, sono limitate alla epicondilite, alla tendinite del tendine rotuleo ed all’osteoartrosi. 

Le controindicazioni sono praticamente assenti, essendo le piastrine autologhe (ossia derivate dallo stesso paziente al quale verranno iniettate), fermo restando l’assoluta sterilità delle manovre di manipolazione del sangue e di inoculazione sotto guida ecografica, per limitare possibili processi infettivi nella sede iniettata.

Il Medico Risponde

Il Dott. Giampiero Salvati è disponibile per consulti o informazioni via email.

Compili il modulo con la Sua richiesta